chiudi
News / News Locali / News Nazionali / Radio Scilla Web

SCILLA Scioglimeno Consiglio: notificate le motivazioni «forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata»

Arrivano le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale, lo scorso 21 marzo da parte del Consiglio dei Ministri, dopo che la Commissione d’accesso ha concluso l’ispezione durata sei mesi. Le conclusioni: il Consiglio Comunale di Scilla ha subito «forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata». Evidenziando anche «possibili legami tra gli esponenti dell’amministrazione locale e soggetti riconducibili alla locale criminalità organizzata, nonché irregolarità sulle procedure amministrative». Gli ispettori hanno rilevato «concreti, univoci e rilevanti elementi… tanto sui collegamenti fra gli esponenti politici e la ‘ndrangheta, quanto sulle forme di condizionamento». Tanto da far perdere di credibiltà all’Istituzione e nella relazione emerge ancora che «le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione del prefetto, hanno rivelato una serie di condizionamenti nell’amministrazione comunale di Scilla, volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilità dell’istituzione locale nonché il pregiudizio degli interessi della collettività, rendendo necessario l’intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell’ente alla legalità». Per gli organi ispettivi emerge un «uso distorto della cosa pubblica…nel favorire soggetti o imprese collegati direttamente o indirettamente ad ambienti controindicati, per l’esistenza di una fitta ed intricata rete di cointeressenze, amicizie e frequentazioni, che lega alcuni amministratori ad esponenti delle locali consorterie criminali o a soggetti ad esse contigui». Un capitolo è dedicato al sindaco, Pasqualino Ciccone, dove la relazione recita «vengono evidenziati frequenti rapporti con soggetti controindicati. Da fonti tecniche di prova, richiamate in un’ordinanza di custodia cautelare del 2011, è emerso che il predetto amministratore avrebbe anche elargito denaro in favore di un esponente malavitoso detenuto in carcere. Anche relativamente alla figura del vice sindaco sono emerse, da fonti investigative, frequentazioni con ambienti controindicati». Per il ministro Minniti «la limitata estensione del Comune e la sua contenuta dimensione demografica (…) avrebbero dovuto indurre coloro che rivestono cariche pubbliche ad esercitare un adeguato controllo sociale e ad adottare prudenziali scelte politico-amministrative e, soprattutto per quanto attiene alla sfera relazionale, un’effettiva presa di distanza dalle locali organizzazioni criminali» mentre su alcuni consiglieri comunali eletti gli accertamenti della commissione hanno evidenziato che «cinque dei dodici consiglieri assegnati al consiglio comunale sono gravati da pregiudizi di polizia e penali per varie tipologie di reato e che analoghe controindicazioni sussistono a carico di diversi esponenti dell’apparato burocratico». Parole quindi pesantissime quelle vergate nella relazione dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti, e portate in Consiglio dei Ministri per lo scioglimento del consiglio comunale scillese. Altro capitolo riguarda gli appalti e i lavori pubblici «significative in tal senso sono le ripetute anomalie e irregolarità che, come descritto nella relazione del prefetto, sono state riscontrate nella gestione dei lavori pubblici, frequentemente assegnati con il sistema degli affidamenti diretti e di somma urgenza, in assenza dei presupposti richiesti per tale tipo di affidamenti e senza lo svolgimento di procedure ad evidenza pubblica. Di particolare rilievo è la circostanza che alcune delle ditte risultate affidatarie dei lavori disposti con le modalità di assegnazione sopra descritte sono state destinatarie di informazione interdittiva antimafia (…) l’amministrazione ha affidato, senza alcuna gara, i lavori di sgombero e pulizia di aree comunali ad un’impresa attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria a seguito del sequestro preventivo ed il cui titolare è detenuto per il reato di associazione mafiosa, estorsione ed altri reati (…)». E sulla riscossione dei tributi «essa è risultata estremamente carente o addirittura inesistenti per quanto riguarda le posizioni debitorie della quasi totalità degli amministratori, sanate solo dopo l’insediamento della commissione d’indagine».

Questo e ancora altro nella relazione che ha portato alla determinazione dello scioglimento del Consiglio Comunale di Scilla, eletto il 31 maggio 2015 e dichiarato decaduto il 21 marzo 2018. Ancora, non è dato sapere la reazione dell’Amministrazione Comunale e dei consiglieri comunali nè sulla loro determinazione a confutare il quadro, di certo pesante, che è stato dipinto nella relazione ispettiva.

Redazione

Condividi

Recupera password

Register